[Stavo pensando di fare harakiri con un pettine]
Allora: lunedì si apre il walzer degli esami. Come al solito mi sono ridotta all’ultimo a studiare. Non amo quello che sto leggendo: lo trovo ridicolo, aberrante e assolutamente illogico. Una parte di me vorrebbe che certi personaggi non fossero mai esistiti, così che avrebbero evitato al genere umano di sorbirsi le loro fregnacce campate per aria.
Riporto ciò che dice Winnicott riguardo all’oggetto: praticamente il lattante quando capisce che lui e l’oggetto (aka mamma) sono due cose separate, si doglie dal suo stato di onnipotenza. Il lattante (che è un fottuto egoista) usa l’oggetto a questo punto, e deve essere capace di usarlo, visto che l’oggetto è fuori dal suo controllo onnipotente ed è percepito come entità esterna e altra da lui. Usare l’oggetto, vuol dire anche distruggerlo.
Cito slides, un normale monologo lattante a oggetto: “salve oggetto-io ti ho distrutto-io ti amo- tu per me hai un valore… Mentre io ti amo, io continuo a distruggerti”.
L’oggetto giocattolo non può fare rappresaglie contro il bambino, non è la rivincita dei peluche. Il lattante continua a distruggerlo nella sua fantasia, per entrare in rapporto con esso. La distruzione ha ruolo nella costruzione della realtà.
Ok, io ho un immagine in testa: Stewie che cerca di uccidere la madre. I creatori dei Griffin in realtà erano dei maledetti psicoanalisti (oltre a rendere la psicologia abbordabile a chiunque).
Oggetto sopravvive -> Gioia
Oggetto muore -> Annichilimento.
A questo punto, la domanda mi sorge spontanea: se morisse il tuo peggior nemico, ti sentiresti davvero senza speranza? Ma la teoria del “Morto un papa se ne fa’ un altro”? Ma c’è gente che ci crede a ‘ste cose? Ma come fanno a pensarle certe cose?
Per rispondere all’anonimo: sinceramente io alla psicologia ci credo. Altrimenti non l’avrei scelta come facoltà. Una cosa fondamentale è il giudizio critico, sapere che cosa si sta dicendo e usare dati scientifici in maniera adeguata (non per sorreggersi, ma per illuminare). Dare un senso e vederlo è la cosa fondamentale. L’essere psicologi non deve essere una fede religiosa, per tanto così andavo a fare teologia, ma una continua verifica una continua falsificazione di ipotesi. Certe cose sono superate da anni, ma nessuno ha voglia di toccare pilastri troppo robusti che si sgretolano dalle fondamenta. Io sono per la ricerca, per la cura sincera e seria di chi soffre e sta male, ma senza propinargli cose che devono essere prese come atti di fede.
Si tiene ciò che va bene e si getta ciò che è superato… Tu riempi la tua cantina di vecchi giornali e cose rotte e inutili, oppure tendi a tenere le cose migliori o quelle con un valore affettivo?